A lega sciolta

 

Dopo aver visto nani e ballerine in parlamento, non ci si poteva aspettare che dalla Lega, partito familistico per eccellenza, la scoperta di un sostegno non solo morale e politico ma anche economico ai propri figli, ma anche magari ad amici e parenti, con uno scandalo che non stupisce nessuno e di cui i media non fanno certo mancare i dettagli.

Al di lÓ di un generico affondo che mira a far fingere di stringere, almeno un po', i cordoni della borsa nei confronti dei partiti, l'affondo non pare legato al ruolo di opposizione della Lega al governo Monti, quanto alla necessitÓ di liquidare un'esperienza contraddittoria, ma radicata al Nord: sia nel lato militante come presidio del territorio con sezioni, sia elettorale come coagulo di vari malesseri dentro gli enti locali e nel parlamento attraverso il mito della comunitÓ di territorio. Privi del fondatore carismatico e monarchico, Ŕ dubbio riescano a conservare una unitÓ di partito di governo e di lotta; le due esperienze si divaricheranno, forse anche con implosioni geografiche tra diverse regioni, principalmente il Veneto, che potrebbero assumere contorni identitari e secessionisti, molto "militanti", sul tipo pochi e puri per l'indipendenza.

L'altra corrente, legata ai poteri locali e clientelari, si troverÓ pronta a nuove esperienze partitiche "maggioritarie", traghettando l'area elettorale che Ŕ per altro molto oscillante tra bassi e picchi come nelle ultime elezioni politiche. La zona di consenso della Lega Ŕ quella della vecchia democrazia cristiana, delle aree maggiormente clericali.

Quindi il prossimo partito di centro (popolari europei) deve aver spazio anche nelle aree del Nord, sradicando precedenti sedimentazioni ed incrostazioni. Quale sia il gruppo dirigente, quali saranno gli accorpamenti e le aggregazioni, indubbiamente useranno la rete dei cattolici nell'insieme, sia progressista sia fondamentalista, e le relazioni clientelari degli enti locali, i gruppi "produttivi".

Si tratta di vedere se, stante le contraddizioni sociali e la crisi, dentro la sedimentazione che la Lega si era guadagnata in settori del lavoro dipendente in questi inizieranno a maturare una estraneitÓ alle comunitÓ e all'interclassismo.

Ufficio Studi
Federazione dei Comunisti Anarchici

8 aprile 2012