Il Comunismo Libertario e altri scritti

Premessa

 

Gli scritti di Isaac Puente Amestoy sul Comunismo Libertario, che presentiamo in questo Quaderno, non ci risulta che siano stati pubblicati in italiano, ed è con legittimo orgoglio che li portiamo a conoscenza dei libertari del nostro paese, nel quadro delle nostre celebrazioni del settantennale della rivoluzione spagnola.

Il lavoro di Puente è stato della massima importanza per la messa punto dell'ideario e della progettualità del Comunismo Libertario in Spagna a ridosso di quella breve, ma intensa, stagione rivoluzionaria che Magnus Enzensberger definì poeticamente "la breve estate dell'anarchia". Essi ci riportano ad un periodo - che se rapportato ad oggi sembra lontano secoli - in cui il sogno di una società libertaria senza Stato animava consistenti masse, proletarie e non, la sua concretizzazione appariva possibile a breve termine, e questo stimolava tutta una serie di riflessioni e progettualità in ordine a quello che sarebbe stato il momento di costruzione della nuova società. Fermo restando - come poi effettivamente accadde - che sarebbero state le masse rivoluzionarie, nella loro spontanea creatività, a modellare in concreto il nuovo assetto. E così in buona parte avvenne al momento delle grandi collettivizzazioni agricole e industriali, che coinvolsero liberamente alcuni milioni di esseri umani. 

E in questa gigantesca impresa i fatti dimostrarono varie cose: che in epoca contemporanea capitalismo privato e capitalismo di Stato non sono affatto le due sole possibili modalità di organizzazione dell'economia e della società; che la società libertaria è ben possibile, ma la si deve volere; che la società libertaria, come ama sottolineare il compagno Saverio Craparo, non è caratterizzata dal pensiero unico, ma dalla "uniformità del pensiero", cioè dal riferimento a valori comuni, che possono mutare la politica fatta di scontri tra individui e fazioni in un confronto costruttivo circa il modo migliore di amministrare il bene comune.

Certo è, comunque, che le riflessioni teorico/pratiche di cui abbiamo accennato contribuirono moltissimo a ravvivare un clima, una feconda atmosfera di aspettativa e di tensione. E in particolare l'opera di Puente ha esercitato un'influenza di tutto rilievo ai fini del deliberato sul comunismo libertario approvato dal Congresso Nazionale della CNT svoltosi a Saragozza a maggio del 1936; in quella città che da lì a due mesi sarebbe stata teatro della mattanza di anarchici e proletari compiuta dai militari insorti e dai loro complici fascisti.

Questo quaderno si inserisce anche nel percorso di recupero e valorizzazione della memoria storica del comunismo anarchico internazionale, e delle sue realizzazioni, che è parte integrante della ventennale attività culturale della Federazione dei Comunisti Anarchici. Questo recupero corrisponde appieno al principio per cui senza passato non si ha futuro; e serve alla reciproca chiarificazione tra passato e presente. 

Il recupero del passato ci riporta alla realtà della teoresi e dell'azione storica di quella componente viva e ancora vitale del movimento dei lavoratori che è stato, ed è, l'anarchismo di classe, da Bakunin in poi; anarchismo di classe che ha nel comunismo anarchico la sua diretta prosecuzione e la sua espressione più compiuta. Come affermò Carlo Cafiero, "anarchici perché comunisti, comunisti perché anarchici".

Pier Francesco Zarcone


Isaac Puente Amestoy - cenni biografici

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