ANTIPODI N°1
Il mondo globalizzato tratta sempre più uomini e donne come strumenti di aumento del profitto. Nella società occidentale
si mercificano tutte le fasi della vita, perfino la bellezza, la malattia, il sesso, oltre alla forza lavoro, e quindi
la libertà dei singoli non esiste più neppure nella gestione dei propri corpi. Ormai siamo all’introduzione di logiche di
mercato nei meccanismi più sottili e privati della vita, dal controllo sul DNA, alla gestione tutta mercificata della
malattia, al supersfruttamento delle risorse del pianeta Terra e l’allargamento esponenziale dell’inquinamento.
Donne, uomini e bambini di varie parti del mondo vengono "usati" dai paesi più ricchi non solo come forza lavoro
sottopagata contribuendo ad imporre sempre più nei paesi dell’Occidente una fase di deregulation del mercato del
lavoro; ma talvolta come "pezzi di ricambio" più o meno coscienti per i ricchi occidentali. Nei rapporti di genere la
parte femminile soffre di più le contraddizioni di questa mercificazione; la presunta maggior libertà dei corpi femminili
occidentali rispetto a una parte del mondo mussulmano è facilmente demistificabile.
Non resta che un’alternativa, quella libertaria, che prevede di unire i corpi in lotta, come sta succedendo in varie parti
del mondo, anche se come in Bolivia, questo spesso vuol dire perdere la vita durante la lotta per liberarsi dal dominio
di questa società. Un’alternativa libertaria che porti alla realizzazione di una realtà opposta, agli ANTIPODI di quella
attuale, nella quale non ci siano più: la proprietà privata, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, le guerre, la contrapposizione a una natura di cui facciamo parte integrante e che va rispettata come ogni essere vivente di questa terra.
In questo numero alcuni di questi temi sono trattati.
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Numero 1
Periodicità: semestrale
Redazione: Saverio Craparo, Adriana Dadà, Emanuele Giordano, Daniela Grendene, Stefano Lissia, Enrico Paganini, Rocco Petrone, Stefano Quaglia
Art director: Alessandra Borsetti Venier
Stampa: Litografia I. P. Via Boccaccio 24 r, Firenze
Per numeri arretrati scrivere a Alternativa Libertaria, CP 27, 61032 Fano (PU).
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In questo numero tutte le opere visive sono di Joel-Peter Witkin
In copertina: Woman Once a Bird, Los Angeles, 1990
Cenni biografici: Joel-Peter Witkin nasce a Brooklyn, New York, nel 1939. Vive e
lavora ad Albuquerque nel New Mexico. Ha iniziato a fotografare all'età di
sedici anni. Arruolatosi nel 1961, fotografa per l'esercito USA fino al 1964.
Successivamente frequenta studi di moda, pubblicità e anatomia medica.
Le alterità
e il diverso sono i temi ricorrenti nella sua ricerca artistica: mostri,
ermafroditi, anomalie, corpi smembrati.
"Le fotografie di Witkin
sembrano muoversi nell'universo del perverso e del sacrilego, perché toccano
tutto ciò che è tabù, proibito e consacrato. (...) In esse l'artista porta ad
estreme conseguenze il suo ruolo di creatore, si mette al posto della divinità,
per dar vita a una nuova realtà, basata sulla soppressione di qualsiasi nozione
di ordine e di separazione".
Nel 1978 ha ricevuto il premio
"Fondazione Ford".
Nel 1990 è insignito del titolo di
"Cavaliere delle Arti e delle Lettere" da Jack Lang, ministro della
cultura francese.
Nel 1996 il Museo di Arte Contemporanea
"Castello di Rivoli" e il Museo Guggenheim di New York gli dedicano
una mostra antologica, ordinata e curata da Germano Celant.
Le sue opere sono presenti nelle principali
Collezioni Permanenti di Musei e Istituzioni tra cui: Bibliothèque Nazionale,
Parigi - Centro de Arte Reina Sofia, Madrid - High Museum of Art, Atlanta -
Stedelijk Museum, Amsterdam - The Metropolitan Museum of Art, New York - The
Museum of Modern Art, New York - University of New Mexico, Albuquerque -
Victoria and Albert Museum, Londra.
LA RIVISTA SI BASA SUL SOSTEGNO DEI LETTORI
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